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Settore Sociale

Comunità residenziale per minori

Comunità Via Campostino 18 – Prato
Comunità Via Galceti, 45 – Prato
Comunità Via XXIV Maggio, 1/D – Prato

Le comunità residenziali per minori sono strutture di accoglienza dove viene valorizzata e praticata una dimensione di vita familiare dove i ragazzi possono ritrovare un’atmosfera tale da farli “sentire a casa” e che ha come finalità primaria la salvaguardia dei diritti del minore. Ciò si realizza attraverso un’accoglienza che consenta risposte individualizzate, riconoscimento e valorizzazione della soggettività di ognuno.
Schematicamente gli obiettivi generali per i minori inseriti in Comunità possono essere così declinati:

  • Crescita e sviluppo intellettivo, psicomotorio e relazionale
  • Sviluppo di una progressiva autonomia rispetto all’età evolutiva
  • Sviluppo di una sicurezza affettiva ed emotiva
  • Integrazione dell’ esperienza in Comunità con il mondo esterno

Gli obiettivi dichiarati e perseguiti attraverso l’intervento comunitario riguardano, quindi, principalmente:

  • L’autonomia gestionale da raggiungere attraverso un’educazione alla progettualità e decisionalità responsabile.
  • L’ integrazione sociale.
  • Il reinserimento nella famiglia

Le Comunità rispondono ad un mandato istituzionale preciso (Tribunale dei Minori, Servizi Sociali) che stabilisce un allontanamento, talvolta coatto, del minore dalla famiglia di appartenenza.
Nelle Comunità sono accolti minori di età compresa tra i 3 e i 18 anni (maschi e femmine) le cui famiglie non sono in grado di assicurare temporaneamente le proprie cure, oppure minori che devono essere allontanati dalle famiglie. In casi particolari, e d’accordo con i servizi sociali, la permanenza dei minori si protrae oltre il compimento del diciottesimo anno di età.

Residenza sociale protetta

Comunità Via Clitumno, 26 – Prato

La residenza sociale protetta di Via Clitumno ospita soggetti in condizioni di limitata autonomia accompagnata da una non grave dipendenza socio sanitaria. Gli ospiti sono in condizione di solitudine o di potenziale emarginazione,sono privi di famiglia o di alloggio proprio, oppure hanno necessità di risiedere al di fuori del nucleo familiare di origine per situazioni di grave disagio. La loro accoglienza e presa in carico è volta alla valorizzazione delle loro competenze residue e alle loro aspirazioni, con l’obiettivo di favorirne la partecipazione alla vita sociale ma soprattutto di migliorare la loro “qualità di vita”.

Comunità residenziali per giovani

Comunità maschile Via Roma, 64/5 – Prato
Comunità femminile Via Baracca, 20 – Prato

Le Comunità residenziali per giovani, dai 17/18 anni fino ai 21, sono abitazioni singole dislocate in zone urbane della Città, pienamente inserite nella rete di risorse e servizi offerti dal territorio, facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. Le comunità, una maschile ed una femminile, offrono ai giovani un servizio che risponda ai particolari bisogni legati a questa fase di passaggio verso la vita adulta. Gli obiettivi del servizio sono quelli di fare del ragazzo un adulto autonomo e responsabile. La comunità diviene così il luogo di sostegno e di indirizzo verso l’organizzazione di un proprio progetto di vita dignitoso e autonomo. Presso la comunità femminile, inoltre, è prevista anche la possibilità, già sperimentata con buoni risultati, di inserire una giovane mamma con bambino, in difficoltà personale.

Servizi diurni

Semiconvitto di Piazza San Rocco, 3 – Prato
Centro diurno Giampaolo Meucci Via della Rimembranza, 4 – Prato

I Servizi Diurni per Minori (Centro Diurno e Semiconvitto) rappresentano un’esperienza transitoria esterna alla famiglia che mostra al minore nuovi stili comportamentali e di vita, che potrebbero garantire il suo pieno sviluppo ed un’adeguata crescita umana, in funzione di una nuova collocazione familiare e sociale. Durante la permanenza del minore nel centro, gli educatori si attivano per portare un cambiamento significativo nella vita del ragazzo, visto come persona titolare di diritti, al quale deve essere assicurata un’ armonica crescita fisica, psichica e morale, affinchè esca dalla sua situazione di disagio o devianza. Le potenzialità dell’esperienza di condivisione, pure se parziale come in un centro diurno, nel sostenere e promuovere una corretta crescita del minore come individuo sociale, si basano sul presupposto che un’ esperienza di particolare intensità cognitiva e affettiva, vissuta nel contesto di un ambiente significativo e coinvolgente, può innescare un processo positivo di cambiamento nella persona.

Comunità per madri con bambini e/o gestanti

Via XIV Maggio, 1/D – Prato

La casa delle madri con bambino in prima infanzia ed in età prescolare è una piccola struttura dove madri in difficoltà personale possono essere ospitate per il periodo a loro necessario per un sufficiente recupero delle competenze genitoriali. Il servizio si configura quindi come un aiuto alla genitorialità materna nell’interesse dei figli e si effettua attraverso un’accoglienza assistita, temporanea e residenziale di coppie madri/bambini. L’ intervento si pone come fine l’ osservazione del rapporto madre-bambino, la valutazione delle”capacità” genitoriali materne e, in presenza di tali capacità, il sostegno della madre nella”relazione precoce” allo scopo di assicurare una corretta crescita del figlio ed il recupero ed il corretto esercizio di tutte le competenze materne, fino all’autonomia ed al ristabilimento di quell’ equilibrio relazionale necessario allo sviluppo del minore.

Servizio educativo individuale (SEI)

Il Servizio Educativo Individuale (S.E.I.) è uno strumento educativo pensato specificamente per garantire un supporto formativo costante ed esclusivo per quei minori specialmente adolescenti che vivono una realtà di disagio familiare e sociale gravemente deprivata sia a livello affettivo che culturale, ma che rifiutano e rendono difficoltoso o scarsamente produttivo, l’inserimento in una struttura in cui l’azione educativa sia rivolta verso un gruppo di minori (casa-famiglia o centro diurno). Viene quindi predisposto un intervento formativo affiancando al minore in questione un educatore che ne divenga figura di riferimento significativa, stabile e costante, capace di instaurare con il giovane un rapporto strettamente personale, di fiducia e stima reciproca.
Lo scopo primario dell’intervento è quello di eliminare od attenuare il disagio minorile offrendo al “minore a rischio” il sostegno di una figura educativa vicina, disponibile e coerente, capace di portare alla piena espressione le potenzialità inespresse, sviluppando autostima, sottraendo il giovane alla situazione di”rischio” ed accompagnandolo verso la strutturazione di un’identità stabile e serena.