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La Storia dell’Opera Santa Rita

Il cammino e l’evoluzione

L’Opera S. Rita è una Fondazione privata il cui Consiglio di Amministrazione è nominato dal Vescovo di Prato.
Nell’autunno 1934 Virginia Frosini, dirigente delle donne di Azione Cattolica di Prato, organizzò un oratorio per i ragazzi del quartiere di San Fabiano, che era il più povero della città. L’assistente diocesano di allora, mons. Francesco Piccardi rettore del seminario, aprì a loro, ogni pomeriggio, il cortile del seminario.
In quel luogo la signora Frosini – che aveva cinquantaquattro anni – faceva giocare i ragazzi e provvedeva a dare loro la merenda, i vestiti ed anche le scarpe, aiutata da altre donne volenterose.
Nel 1935 su richiesta del commissario di Pubblica sicurezza, prese in affitto una piccola casa in via S. Silvestro, ora dimora del rettore della chiesa di S. Maria del Giglio, e vi ospitò una ragazza madre con un bimbo di pochi mesi.

Nacque così l’Istituto S. Rita.

I bambini abbandonati o in difficoltà che venivano affidati a Virginia Frosini crebbero di numero. La casetta non bastava. L’Istituto cominciò a peregrinare in vari locali presi in affitto. Nel 1950 il marito ed il figlio di Virginia le comprarono l’immobile in piazza San Rocco.
Vi ospitò trenta bambini e li seppe educare, con intuizioni sagge ed innovatrici.
Lottò molto per difendere la sua opera, attanagliata da debiti ed incomprensioni. Ebbe però tanti amici che la stimarono ed aiutarono. Nel 1960 donò alla diocesi di Prato la sua opera chiedendo che si facesse tutto il possibile per proseguirla.
Morì il 26 dicembre 1964, dopo trenta anni di dedizione all’Istituto.

Nel gennaio del 1965 il Vescovo affidò l’Istituto a Roberto Faggi e ad un Consiglio di Amministrazione, l’Istituto avviò la seconda fase della sua attività.
C’era allora la tendenza a chiudere le istituzioni per cercare soluzioni alternative e in pochi anni quasi tutte le opere assistenziali di Prato, specialmente quelle cattoliche, cessarono la loro attività. Il S.Rita riuscì a proseguire il suo servizio, operando nel tempo con molte innovazioni:

  • fu aperto anche alle bambine;
  • avviò l’esperienza di piccole case di accoglienza, miste per sesso e per età;
  • organizzò un servizio diurno protetto per bambini che avevano un qualche aggancio familiare, anche se problematico, affinché la famiglia restasse viva nella vita del bambino;
  • stabilì un rapporto di collaborazione e servizio con la Pubblica Amministrazione, senza mai rinunciare alla sua identità e alla sua autonomia;
  • iniziò l’esperienza di servizi ai disabili.

Attualmente il S.Rita, che ha acquisito la personalità giuridica di Fondazione, assiste oltre duecento persone con gravi problemi di tipo sociale, psicologico o con varie disabilità. Vi lavorano più di cento dipendenti, vi collaborano diversi professionisti, oltre a volontari e tirocinanti.

Lo stile che tutti i componenti cercano di portare avanti con impegno e dedizione è quello di servizio ai più bisognosi, nella visione cristiana della persona.

In questi oltre settanta anni il S.Rita ha fatto un lungo cammino cercando di essere fedele agli scopi di solidarietà cristiana che hanno animato Virginia Frosini con l’obiettivo di proseguire e migliorare la sua opera.